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TOUBKAL

Pubblicato il 15.10.09

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Arriviamo a Marrakech martedì mattina presto, siamo un gruppetto di iscritti alla Valbossa e qualcun altro che presto diventerà dei nostri. Voglio citarli: Antonio Lo Cascio, Marco Secco, Sergio Piccioli ed io per la maratona; Alberto Zecchi per l’ultratrail di 125 km; Gilda trekker e fotografa. Il mercoledì mattina raggiungiamo il paese di Imlil a 1700 m, ai piedi del Toubkal. Subito dopo il pranzo, Gilda e gli altri partecipanti al trekking partiranno per il rifugio Toubkal a 3160 m, dove dopo aver dormito, ripartiranno all’alba per la vetta per vedere il passaggio degli atleti. Noi rimaniamo al paesino passando un pomeriggio tranquillo con il breafing del dott. Pagani che ci ricorda le problematiche relative alla quota, all’alimentazione e alla sicurezza, ma soprattutto cominciamo a conoscere gli altri partecipanti al trail: ognuno con la sua storia e con i propri obiettivi.
Alle 4.00 del mattino di giovedì sveglia e colazione. Alle 5.30 si parte tutti assieme, maratona e ultratrail. Alla partenza per circa un km Nico ci conduce lentamente all’imbocco del sentiero per poi dare il via alla vera e propria corsa. Nel momento in cui lascia la testa del gruppo i marocchini, tutti abitanti della zona, una decina circa, partono a razzo su per le montagne, con loro un italiano, Fenaroli. Io proseguo con il mio passo su di un percorso che per i primi dieci km, nonostante la salita, risulta corribile, e penso tra me: “non sarà poi così dura come dicevano”, ma ecco inaspettato (non avevo studiato bene l’altimetria), il colle delle “cento urlanti” detto così per i suoi tornanti, con un dislivello di 1.200 m in circa 6 km. È li che iniziano i sentieri di pietra e ghiaia che ci accompagneranno fino alla fine. Dopo circa un km, mentre i primi sono già avanti, mi supera lo svizzero Marco Gazzola iscritto alla 125 che sale dotato di bastoncini (indispensabili su questo tipo di percorso), dopo aver scambiato due chiacchiere si allontana con un ritmo per me troppo elevato che mi fa pensare “questo va a vincere, se non salta”. Mi sorpassa anche un francese sempre della 125. Dopo una discesa arriviamo al rifugio Toubkal da dove parte l’ultima asperità (per la 42 km) ovvero 1000 m di dislivello in 3,4 km. Fin dall’inizio cammino piano, sono “cotto”, probabilmente patisco la quota. Mentre salgo faticosamente incrocio i primi che scendono. Incredibile a parte un Elkadi e Fenaroli, tutti i marocchini, lo svizzero e il francese stanno correndo per la 125, “come faranno a procedere di questo passo fino alla fine?”.
Arrivo in vetta mezz’ora dopo il primo (Fenaroli), lì trovo Gilda che mi aspetta un po’preoccupata (mi immaginava già attaccato ad una bombola di ossigeno), dopo aver incrociato Marco Olmo che si è regalato questa fatica proprio nel giorno del suo 61° compleanno, riparto per la lunga discesa che mi riporterà al traguardo. Fino al rifugio Toubkal il sentiero è lo stesso fatto in salita, quindi incontro gli amici che salgono e li incito, c’è anche Giovanni Storti il famoso comico, ce la farà anche lui “grande!”. Mentre con difficoltà supero dei passaggi scivolosi, alcuni marocchini mi superano al triplo della velocità, è impressionante come scendano con facilità tra le pietre. Per me dal rifugio in poi, è stata una corsa tranquilla, volevo divertirmi ed arrivare non stravolto e così è stato, anche perché dato il distacco accumulato niente sarebbe cambiato.
All’arrivo il tifo è esaltante, i bambini entusiasti ci aspettavano a circa due km dall’arrivo e ci hanno accompagnato fino al traguardo dove ci aspettavano praticamente tutti gli uomini del paese elettrizzati per l’avvenimento, la televisione locale e le autorità. È stato emozionante, unico. Dopo essermi rifocillato attendo gli amici che arrivano uno per uno: grande Sergio che grazie ad una puntura di Voltaren, fattagli dal medico ai piedi del Toubkal, riesce a sopportare un dolore lancinante alla coscia ed arriva contento nono al traguardo. Poi è il turno di Montini decimo, che ha anche ripreso il percorso per Sky. E ancora Antonio, un po’ contrariato per il fondo difficoltoso del percorso, ma felice per avercela fatta. Infine Marco Secco che a causa di una distorsione alla caviglia, fortunatamente non grave, è stato costretto a camminare per l’intera discesa.
Alla sera da Imlil partono dei furgoni carichi di marocchini che vanno lungo il percorso ad incitare gli amici, mentre noi andiamo a letto presto. A fatica riesco a prendere sonno, poi sento delle urla, sono circa le 3.30, sta arrivando il primo. Incredibile non è saltato, anzi! Scendiamo ancora in pigiama, fa abbastanza freddo, ci sono decine e decine di marocchini, non sono andati a dormire, le urla richiamano quelli mancanti e nel giro di pochi minuti diventano un centinaio. L’eccitazione sale, dopo pochi minuti un boato proveniente dal paese ci annuncia che Mohamed Ait El Malem sta per tagliare il traguardo. Ha un personale di 2 e 17’ nell’unica maratona che ha fatto. Il tifo esplode, è una festa. Torniamo a letto, ma alle 5.30 veniamo di nuovo svegliati: sta arrivando il secondo, è lo svizzero Marco Gazzola. Ormai non ho più sonno, aver assistito all’arrivo di terzo, quarto e quinto partiamo per percorrere il percorso a ritroso e incontrare gli amici sul percorso. Le ore passano e uno dopo l’altro arrivano tutti: un pimpantissimo Alberto Zecchi, la prima donna Giovanna Cerutti e via via gli altri amici piemontesi.
Ho come una sensazione di inferiorità rispetto a quelli che hanno fatto la 125, la mia fatica in confronto alla loro è poca cosa, nonostante io non abbia mai fatto una 42 così dura.
Il sabato all’una arriva l’ultimo della 125, 55 ore, ma anche lui ce l’ha fatta.
Verso sera le premiazioni: l’intero paese (purtroppo sempre tranne le donne), le autorità presenti in massa, la televisione, tre muli in scala che fanno da podio, un gruppo di musica berbera. Arrivano i vincitori con la bandiera del Marocco, è emozionante, non è la solita premiazione urla e balli fanno da contorno, è una vera festa.
Ci ricorderemo a lungo di queste giornate.
Il lupo

8 commenti
  1. tillo 15 ottobre 2009 18:13  

    ciao Lupo leggendo il tuo racconto si sente quanto questo tipo di corsa si sposa col tuo modo di essere e di fare.complimenti
    ps. è vero che il vincitore morale è M.Gazzolo ? si leggono dubbi sui marocchini

  2. silvanoc 16 ottobre 2009 08:37  

    Complimenti a tutti !!! Le foto rendono veramente l'idea del tipo di gara.
    Ciao

  3. morena pedroni (atl.verbano) 16 ottobre 2009 08:38  

    lacrimuccia...
    complimenti! queste sono esperienze che ti leghi attorno al cuore...

  4. Anonimo 16 ottobre 2009 09:19  

    complimenti Lupo! e brava Gilda: foto spettacolari!
    Alessio

  5. sergio 16 ottobre 2009 11:42  

    foto super...Gilda sei nomita fotereporter ufficiale !!
    ciao ci vediamo stasera

  6. president 16 ottobre 2009 14:54  

    Poichè l'anno prossimo festeggeremo il nostro ventennale dell'associazione propongo di esporre queste foto espressione di tanta bellezza,gusto e natura.BRAVI TUTTI!!!

  7. tillo 16 ottobre 2009 17:23  

    quando ci vuole ci vuole "brava" Gilda, ti fanno i complimenti anche sul forum di spirito trail

  8. sergio 17 ottobre 2009 11:21  

    ciao ragazzi, sono on-line le foto ufficiali sul sito http://www.stillphoto.eu

    buona visione